Lessere umano è prima di
tutto un corpo, un corpo che respira, che pensa, prova emozioni, parla, agisce, un corpo
che crea relazioni con lambiente che lo circonda.
Senza questa possibilità di
relazione egli non è più niente, non gli resta altro che la sua solitudine, la sua
gabbia oltre la quale non può vedere, sentire, toccare.
Lessere umano è dotato di
un corpo che ha senso solo se diventa un corpo sociale, comunitario, e cioè volto ad
entrare in relazione con la comunità.
Il corpo comunitario è la zona
in cui si esprime il senso, dove circolano i simboli e le energie proprie di ogni essere
vivente, dove avviene lo scambio.
Si può affermare che la vera
nascita non avvenga nel momento in cui si esce dal ventre materno, ma nellistante in
cui incominciamo ad instaurare uno relazione con la comunità di cui facciamo parte.
Come nelle società primitive,
noi nasciamo quando nasciamo nella vita sociale, prima siamo soltanto un semplice corpo
singolo.
Il corpo comunitario non può
accettare che lindividuo viva solo, separato dalle cose e dagli altri esseri
viventi, chiuso dentro un bolla impenetrabile, perché una simile situazione farebbe di
quellindividuo il punto in cui il processo di scambio e di relazione si arresta,
interrompendo così la circolazione delle idee e dei corpi e generando nella comunità un
vero senso di smarrimento.
Il bambino, nel suo percorso di
crescita, impara gradualmente a passare dal verso alla parola articolata, nel tentativo di
comunicare con lambiente, e così il linguaggio non è altro che il prolungamento
del suo corpo oltre i limiti fisici, nel tentativo di scoprire laltro e di
instaurare relazioni.
Il silenzio è un segnale
comunicativo di grande forza, esso può essere costruttivo oppure può essere una porta
chiusa verso il mondo esterno, quindi difensivo, ma quando esso è costrizione diventa una
gabbia da cui il corpo vorrebbe uscire, ed lì che inizia quel cammino che porta una
bambina come Helen a rompere la barriera della solitudine.
Helen lo fa con forza, con
grida, con rabbia, passa dalla violenza per poter arrivare alla dolcezza, riuscendo a
trovare uno spazio per le emozioni positive, per lamore, per tutte le cose del mondo
che i suoi occhi non vedono, ma di cui i suoi sensi percepiscono linfinita bellezza.
Attraverso il risveglio dei
sensi, Helen entra in contatto col mondo, a rinascere nella consapevolezza di una vita
nuova in cui la porta della conoscenza le si spalanca facendole scoprire la bellezza e la
magia di un universo che può essere toccato e vissuto.
Contro la paura dei genitori,
contro la pietà di chi la compatisce, contro lottusità delle persone piccole,
Helen apre lo scrigno che racchiude una realtà di colori, suoni, vibrazioni e sapori ai
quali anche lei, ora, può partecipare con gioia.
Grazie allincontro con la
quella che sarà la sua maestra di vita, Helen arriva a percepire e a dialogare con la
realtà esterna, Anne Sullivan sarà per lunghi anni la voce di Helen, la seguirà fino
alluniversità traducendo per lei in alfabeto manuale le parole degli insegnanti
durante le ore di lezione, ma soprattutto lincontro con Anne permetterà alla
piccola Helen di conoscere il mondo, gli animali, la natura, gli altri esseri umani ed
infine lamore.
Silvia
Battaglio |